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Dal giovat di Brez al monte Ozol

di Lunedì, 29 Giugno 2015
Immagine decorativa
Durata in ore
3 - 3,30
Difficoltà
media
Informazioni
Altezza massima: 1530

Dal giovo di Cloz la strada porta prima un po' in salita, poi si fa piana e si apre con vista su tutta l'alta Anaunia: proprio dirimpetto vediamo la serie di paesi che si appoggiano ai pendii della Mendola e del Monte Roen, dietro al quale spuntano le cuspidi dolomitiche. La nostra strada ci porta con piccole variazioni di quota dopo circa un ' ora e mezza sulla sommità del Monte Ozol. La meta della nostra passeggiata e ora visibile più in basso, leggermente verso sinistra, come rilievo appiattito coperto da cespugli e piante fin quasi in cima, con pendii ripidi da tutti i lati: "il Dos Caslir". ll termine "caslir", che ricorre con una certa frequenza nella nostra regione, deriva da "castelliere", cioè sede di una antica fortificazione. ll nome proviene dal termine romano "castrum" con il quale venivano designati anche le piccole fortificazioni costruite per la propria difesa o già trovate fatte da popolazioni locali prima del loro arrivo; in genere si tratta di un rozzo vallo in grosse pietre in cima ad un rilievo in posizione strategica le parti in legno, come palizzate e capanne sono naturalmente scomparse: il vallo racchiudeva in genere un gruppo di capanne in legno e i reperti di ceramica e di altre suppellettili riscontrati in numerosi scavi archeologici permettono di datare con buona approssimazione l' epoca durante la quale questi castellieri erano abitati, epoca che risaliva per certi al primo millennio avanti Cristo, fino ai tempi delle invasioni barbariche. Questo nostro caslir, che ora raggiungiamo dopo una ripida discesa nella valletta che separa i due rilievi, e una altrettanto ripida salita attraverso i cespugli fitti e piazzette erbose, doveva prestarsi egregiamente allo scopo, sia di difesa che di punto di guardia e di buon pascolo per il bestiame. Dopo il primo tratto ripido attraversiamo un piccolo ripiano, dove con un po' di fantasia si possono scorgere perimetri di capanne; e dopo un altro scalino simile ci spingiamo attraverso fitti cespugli fino in cima alla collina, passando presso i resti di una costruzione in pietra, venuta alla luce durante l' ultimo grande scavo; Ma prima di guardare ai nostri piedi alziamo lo sguardo per ammirare uno dei pill bei panorami che si possano godere in Val di Non. Davanti a noi, in basso, il lago di Santa Giustina e tutta la bassa valle; a destra la Val di Sole con il tortuoso corso del Noce che durante il pomeriggio luccica come un nastro d' argento. In un fondo pill lontano il gruppo di Brenta, poi, risalendo, la piramide della Presanella e via via il Vioz, il Palon della Mare fino alla doppia cuspide del Cevedale; in un piano anteriore le Maddalene e le montagne di Val d'Ultimo. Il luogo era abitato gia dalla prima meta del primo millennio a.C. (periodo Hallstadt A-B); la sommita del Caslir, punto panoralnico eccezionale, doveva servire da luogo di culto per sacrifici di animali e libagioni con consecutiva frantumazione dei vasi in ceramica: infatti nello strato che supera in certi punti il metro ed e composto di terriccio nerissimo carbonizzato, vi si trovano numerosi frammenti di ossa di bue, capra e maiale, nonche innumerevoli frammenti di una ceramica riccamente ornata. Una buona sorgente d' acqua purtoppo e un po' distante, a circa 10 minuti: scendendo verso ovest si arriva su una carrozzabile e di li si stacca verso destra un sentierino che scende fra cespugli in direzione nord-ovest. Dopo qualche capanna su un pianoro e scendendo ancora di 40-50 metri, ecco una fontana con ottima acqua fresca. ll ritomo da questa vetta di guardia preistorica può seguire la strada fatta per arrivarci, fino al Giovat di Cloz. Li si potrebbe prendere una strada che scende verso sinistra e poi si dirige, un bel po' sotto la sommita del Monte Rovere (Rufer) in direzione del giovo di Brez, dove abbiamo lasciato la nostra macchina.